Da Luan, Da Mart, augus da Dardeen

risveglio: la Rob seduta sul divano nutre gli occhi nel libro senza trascurare il palato e punteggia righe su righe attingendo biscotti.
Poldo la guarda,sdraiato ai suoi piedi-se il suo sguardo di miele potesse vestire parole sceglierebbe un pentametro elegiaco condito con un pizzico di gongorismo dove,in mancanza di figure mitologiche di natura canina,basterebbe appiccicargli un paio di alucce e trasformarlo,così,in un generoso Ippogrifo,pronto a puntare verso il cielo,che oggi ha il colore che immagino nel cielo che galleggia sopra "geabhaedh tu as sonas der pighìn "(la terra dove la felicità costa solo un penny)-
quella destinazione non fa parte di un pacchetto viaggio disponibile in una agenzia di viaggi:forse la costruiamo ogni giorno ed ogni giorno la dimentichiamo-in fretta.
l'orizzonte ha l'aspetto rotondo della pancia dove si agita,paziente,mio figlio- ancora non ha deciso quando nascere ma sono sicuro che quando sarà pronto me ne accorgerò :
avrò le doglie per simpatia-
oppure lo sentirò nel vento che passa veloce tra gli alberi e le foglie e fa vibrare l'aria come se fosse arruffata da una mano invisibile;arriverà insieme ad una schiera Tuatha che si contende le spighe più belle,o dentro una pignatta alla fine di un arcobaleno,
nascosto nella gonna di una fata o nella mano del gigante-
sarà,nascerà,crescerà sotto questo cielo e sotto questo sole-
sognerà,e nel sonno andrà a far visita al popolo fatato evocato da una ninnananna un poco stanca,e con loro giocherà fino a consumare le scarpette a furia di ballare-
sarà,nascerà,crescerà:capace di percorrere la terra senza sentirsene mai padrone-mai avaro in amore-
e quando tutte le mie parole non ci saranno più,quando sarò diventato un'ombra che lenta trascolora,come un sogno sfrattato dal chiarore dell'alba,lui sarà ancora forte e generoso-
grandi mani,forti braccia,vasto cuore-
Libero- per sempre

Fiordisaggio bussava alla porta verso le 7-
a quell’ora gli scarsi proiettili della cena avevano rinunciato ad aprire una breccia nella fortezza della fame-
Parlava quasi niente in inglese,nè sarebbe mai riuscito ad impararlo per bene,anche se a volte ammetteva che sarebbe stato possibile usarlo con grande efficacia per maledire i propri nemici.
Il posto migliore per assistere al Marcra Shee era il
Plain-a-Bawn proprio sotto la Black Mountain,un luogo molto ambito,nei vecchi tempi,dalle Daoine Sidhe-il popolo fatato
Era un gran bel pezzo di strada,giù per Falls ed oltre il camposanto,fino a Whiterock
Un vero e proprio viaggio
“by a knight of ghosts and shadows
I summon’d am to a tourney
Ten leagues beyond the wide world’s end:
Methinks it is no journey”
Mia madre faceva finta di prepararsi in fretta,arrotolava le coperte con cura e poi diceva:
Siùl,acushla
E,semplicemente,ce ne andavamo incontro alla notte,a vedere le stelle