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lunedì, 29 maggio 2006

                                       la lettera

uomo che scrive una lettera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

telefono
" Forza Italia,chi parla?"
"Buongiorno,sono Dec Gopaneel,posso parlare con l'ufficio stampa per favore?"
"..................."
"Pronto?"
"Come ha detto che si chiama?"
"Gopaneel,Dec Gopaneel"
" Ah... e vuole parlare con l'ufficio stampa?"
"Si. Grazie"
"Attenda in linea"

"Forza Italia Ufficio Stampa conchiparlo?"
"Sono il Prof. Dec Gopaneel avrei bisogno di verificare una agenzia,per favore"
"Come ha detto che si chiama scusi?"
"Gopaneel"
"è un giornalista?se chiama per un accredito deve fare un altro numero"
"Avrei bisogno di verificare quanto ho avuto modo di leggere nel vostro sito"
"Nel sito?"
"Si.Il sito di Forza Italia,ha presente?"
"Ah...il sito"
"Già"
"......."
"Dunque,come le dicevo,nel sito di Forza Italia è citata una lettera che l'ex Presidente del Consiglio ha scritto ai leader politici europei e volevo verificare l'attendibilità della notizia prima di pubblicarla"
"Lei è un giornalista?"
"Credo di no"
"Ah...e allora dove la deve pubblicare?"
"su un Blog"
"......."
"Pronto?"
"E  cosa deve pubblicare sul Blog,scusi?"
"La lettera che l'ex Presidente del Consiglio ha scritto al Primo Ministro Zapatero"
"Ma non è un giornalista"
"Purtroppo"
"E deve pubblicare una cosa su Blog......quello di Rai3....."
"Quello si chiama Blob;è una cosa leggermente differente.Credo"
"Ma se deve pubblicare una dichiarazione del Presidente allora è un giornalista,scusi eh...."
"Ma un Blog non è una testata giornalistica e quindi non ho bisogno di essere giornalista per pubblicare una lettera dell'ex Presidente del Consiglio,capisce?Ma prima di farlo volevo essere sicuro che la notizia fosse vera e non una illazione ingiustificata"
"No"
"No cosa?"
"Non capisco mica tanto di quello che lei sta dicendo.....lei è un giornalista?"
"Lo ero una volta,forse"
"Ah!...lo sapevo che lei era un giornalista....però...scusi..lei non è registrato alla nostra newsletter?"
"Direi di no"
"Allora se mi ripete il nome e mi da l'indirizzo la registro e potrà ricevere la nostra newsletter tutti i giorni con le dichiarazioni del Presidente"
"Tutti i giorni?"
"Si"
"Non vorrei disturbarla.A me basterebbe verificare se l'ex Presidente del Consiglio ha veramente scritto una lettera e se quella pubblicata nel sito corrisponde al vero"
"Ah.....ma se si iscrive alla newsletter potrà avere notizie aggiornate in tempo reale,sa?"
"Addirittura"
"Già"
"Compreso la lettera che l'ex Presidente del Consiglio ha scritto al Presidente Zapatero...."
"Eh si,però si deve registrare"
"Preferirei di no.Sono molto distratto e tendo a dimenticare le password continuamente.Pensi che quella della mia posta elettronica l'ho tatuata sulla coscia interna del mio cane"
"........."
"Può aiutarmi? Le sarei molto grato"
"Mi dispiace ma non credo di essere autorizzata a darle questa informazione.Lei è un giornalista?"
"No.Comunque guardi che la lettera è stata pubblicata dall'Espresso,quindi tanto riservata non è.Vorrei solo verificarla con lei.Sarà questione di un attimo.Completamente indolore"
"Mi ripete il suo nome per favore?"
"Gopaneel.Dec Gopaneel"
"La metto in attesa.Attenda in linea"
"Grazie"

musica:  e forza italia,che siamo tantissimiiii......

"Pronto?"
"Sono qui"
"Lei è un giornalista italiano?"
"No.No."
"Perchè il suo nome non è registrato.Ho fatto una ricerca ma non appare"
"Non sono apparso?"
"No"
"Sono umano"
"Come dice?"
"Niente,scusi"
"Senta.Mi faccia fare un controllo e parlo con il responsabile.Può richiamare tra mezz'ora?"
"Sarà un piacere"
"Bene"
"Grazie per la collaborazione.Lei è stata molto gentile"
"E' il mio lavoro"
"Già.Arrivederci"
"Arrivederci"

questa che segue è la lettera che l'ex Presidente del Consiglio,On.Cav.Silvio Berlusconi,ha scritto ed inviato al Presidente Zapatero:


"Caro Jose’ Luis - scrive Berlusconi al premier spagnolo - dopo cinque anni mi accingo a lasciare la guida del governo italiano. Si e’ trattato di un periodo di stabilita’ senza precedenti nella storia della Repubblica Italiana, che mi ha consentito di varare 36 importanti riforme di ammodernamento del Paese e di sviluppare un’esperienza particolarmente importante e positiva nei rapporti con i colleghi degli altri Paesi europei".  "Come probabilmente sai - prosegue la lettera - per il particolare sistema elettorale italiano, nonostante il mio personale successo (Forza Italia e’ di gran lunga il primo partito italiano), la coalizione che guido e’ risultata globalmente maggioritaria in termini di voti ma minoritaria in termini di rappresentanza parlamentare. Come leader dell’opposizione rappresento comunque il 50,2 per cento del Paese e spero di tornare presto al governo dopo che saranno state verificate le oltre un milione e centomila schede annullate". "Ti ringrazio per il simpatico rapporto che abbiamo instaurato - scrive ancora Berlusconi - e Ti assicuro che continuero’ a seguire con grande interesse il Tuo impegno per la Spagna e per l’Europa, auguro a Te e al Tuo governo ogni successo e resto a Tua disposizione per lavorare insieme a favore delle relazioni italo-spagnole e di un avvenire dei popoli europei basato sugli ideali nei quali entrambi crediamo. Ti ricordo che hai un amico che Ti vuole bene! Un forte abbraccio". Firmato: "Silvio".

 

 

 

 

postato da: gopaneel alle ore 22:34 | link | commenti (17)
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domenica, 28 maggio 2006

             the wind that shakes the barley

ballyhoorisky-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I sat within the valley green, I sat me with my true love
My sad heart strove the two between, the old love and the new love
The old for her, the new that made me think on Ireland dearly
While soft the wind blew down the glen and shook the golden barley

'Twas hard the woeful words to frame to break the ties that bound us
But harder still to bear the shame of foreign chains around us
And so I said, "The mountain glen I'll seek at morning early
And join the bold united men, while soft winds shake the barley"

While sad I kissed away her tears, my fond arms round her flinging
The foeman's shot burst on our ears from out the wildwood ringing
A bullet pierced my true love's side in life's young spring so early
And on my breast in blood she died while soft winds shook the barley

But blood for blood without remorse I've taken at Oulart Hollow
And laid my true love's clay cold corpse where I full soon may follow
As round her grave I wander drear, noon, night and morning early
With breaking heart when e'er I hear the wind that shakes the barley

Robert Dwyer Joyce

postato da: gopaneel alle ore 22:21 | link | commenti (7)
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martedì, 23 maggio 2006

    riassunto delle puntate successive a quella precedente

papere-&-papera

postato da: gopaneel alle ore 20:21 | link | commenti (25)
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venerdì, 12 maggio 2006

                    "nessuno si affeziona ai maiali"

by Cinas, 11 Maggio 2006

nessuno si affeziona ai maiali

nonostante l'età che si avvia ad essere dinamicamente tarda ed incurante della temperatura che vertiginosamente sale a livelli insopportabili-a meno che non si abbia la fortuna di vivere all'aria aperta guadagnandosi il pane con il sudore della fronte e tenendo a bada armenti ed ortaggi-dipano i miei affannati giorni tra ritratti
viso intero,sguardo fisso leggermente attonito,quattro lampade,fondo scuro
ed una serie interminabile di progetti focalizzati sul futuro pargolo
che mi lasciano graziosamente esausto e perplesso,visto che dovrò preventivare una esistenza prolungata ben oltre i limiti biologicamente concessi.
mi concedo quindi il disciplinato svago di occhieggiare qua e la in altri consessi bloggistici,cogliendo diligenti cenni di buon senso,sparsi affanni,ciarpame&ciarpume ed altro-
questo divagare mi rilassa e mi regala fortunati spunti:narrare è prendere l'autobus sbagliato ed essere troppo timidi per scampanellare imploranti una fermata non prevista-
dunque,ieri,Cinas,un genio celato dietro drappeggi sabaudi,del tipo generalmente a righe e richiamanti il tessuto di un pigiama,giusto per aiutare a prendere sonno,mi ha regalato un lampo:
"nessuno si affeziona ai maiali"
era tardi,giusto un attimo prima di andare a letto,ed è così che invece di dedicarmi zelante al riposo della mente e del corpo,mantenendo l'attività elettrica al livello indispensabile che occorre per tenere accesa al minino la lampadina interiore,ho speso la notte intera a ricordare verdi tempi di braghe corte,quel tratto di vita che si nasconde sotto il mattone vecchio,che stenta a prendere aria,che si riempie di ragnatele-
la vita degli umani è scandita dall'incidenza di un particolare tipo di persona: la ZIA
ma non una normale zia,quella che ci si trova generalmente a condividere con una indesiderata parentela assodata in base a genomi scodellati casualmente da una roulette ebbra-
la ZIA-l'unica,insostituibile ed inimitabile come un settimanale di enigmistica il cui primo numero è stato chiuso da Adamo in persona e l'ultimo sarà firmato da chi avrà il compito di chiudere la porta per sempre -
la ZIA viveva nei Rosses,un posto talmente noioso che anche la marea rifiutava di metterci onda-
il soggiorno dalla ZIA era il premio che invariabilmente spettava a noi giovani della casa,indipendentemente dal rendimento scolastico,condotta generale,rettitudine morale,assiduità delle preghiere-
che tenessimo i piedi nel sentiero tenero della retta via o che sfidassimo le saette di qualche deità incazzosa,la vacanza dalla ZIA era il collo di bottiglia nel quale tutte le istanze di libertà,tipiche della età inquieta,convogliavano,sedimentavano ed infine defluivano-
solo una volta,forse,reso incosciente da un primo timido approccio con il demone alcolico a temperatura di 4°,ritenni opportuno avanzare qualche riserva sulla opportunità di spendere le mie affrante chiappe sulle tavolacce trisunte di quella catapecchia-
l'inarcarsi del sopracciglio destro di mio padre,il fremito diffuso nella narice destra di mia madre furono deterrente sufficiente a farmi recedere dal mio intento,che suppongo folle,di sottrarmi al premio- ma era quello un tempo in cui facilmente mi abbandonavo a qualche ardore-ora sono più incline ad un attempato dialogo interiore
diciamo che la vita ed io,adesso,ci sopportiamo facilmente-
l'universo nel quale la ZIA smatassava la sua esistenza era formato da una serie di creature,probabilmente imparentate tra loro che,pur non essendo gaelici puri,perpetuava una tradizione piuttosto solida da quelle parti, il darsi cioè dei titoli onorari che sostituissero il nome ed il cognome,ispirandosi nella scelta al cielo,all'aria,a volatili od ungulati,cieli e tempeste-
questo titolo onorario rimaneva appiccicato come una forfora insistente all'individuo fino alla sua serena dipartita,tanto che non era infrequente leggere sulle lapidi rugose affilate in cimiteri squadrati e lindi,solo quell'appellativo,insieme a poche epiche,imperiture ultime parole-
ricordo perfettamente la lapide di un tizio non più grande e più forto di un sorcio che generosamente veniva chiamato Toro Vigoroso-
le ultime parole che regalò a questo mondo di umani furono:
I've told you I was sick
è triste dirlo ma a volte la gente non ti prende sul serio-
ricordo il Cavaliere in Corsa,la Margheritina Gaelica,il Dolce Merlo,il Mio Amico Chiusa di Fiume,il Piccolo Govone di Grano,il Coniglio Ingordo,Giovanni della Valle,il Gattomarino
ed altri
ma ne parlerò poi,tra stormire di frasche di memoria,aiutato da un vento fresco che sembra salire da qualche corridoio ad Ovest mentre la luna ha già preso posizione,come un centrocampista assatanato in attesa di stelle donzelle-
sono statico,sapete-e non è un vanto-

postato da: gopaneel alle ore 20:02 | link | commenti (40)
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venerdì, 05 maggio 2006

                       we'll see the rising moon

 

 

Belfast,1981

Il cielo aveva vestito l’abito grigio per un paio di settimane,nuvole nere e pesanti rotolavano rabbiose dal mare,scaricavano la dote di pioggia e poi proseguivano altrove;forse andavano a cercarsi un posto asciutto-Il Padreterno doveva avere ben poco sale in zucca il giorno che immaginò quest’isola ed anche lui,come le nuvole,vuotato il sacco,benedisse e levò le tende in fretta-
La strada di casa mia mi accolse con familiare indifferenza;cominciavo ad avere l’età nella quale si vive come le nuvole-si cerca di andare altrove,il preludio ad una specie di tregua sfinita che possa  chetare i bollori e la rabbia-il tempo nel quale ogni pugno alla vita comincia a costare troppa fatica-così mi parve allora,e venticinque anni sono passati come un soffio di quello stesso vento e di quelle nuvole nere e pesanti che finalmente sono veramente altrove,lontane-
All’inizio sembrava che tutti i cuori fossero diventati fanfare assordanti,l’orgoglio affidato a salde mani,il pensiero capace di valicare il filo spinato di Long Kesh e dare forza,determinazione-un brontolio ininterrotto saliva dai nostri quartieri,come se una città intera avesse cominciato a pensare contemporaneamente nella stessa maniera,a desiderare la stessa cosa-
Anche il cielo sembrava aver deciso di schierarsi,e vennero giornate di sole alto e di cielo sgombro,ampio,un invito a guardare all’infinito e noi,tutti,li,il mondo sulla punta delle dita che aspetta solo una piccola spinta per crollare,con rumore-
Poi venne il tempo dei rosari consumati e dello smarrimento,quando l’ineluttabile comincia a prendere corpo e consistenza,come un risveglio doloroso,un ghigno piantato dentro il cuore,una scatola che si restringe,una trappola dalla quale non si esce-
Il brontolio diventò un sussurro e cominciarono ad apparire le candele dietro le finestre-fu una lunga veglia,vissuta anche di giorno-un pensiero come un chiodo che scava in un muro marcio-
 niente cibo,cinque pinte di acqua,un pò di sale-
Niall entrò nel pub con la sua faccia da ballerino di tango indaffarato-una lunga serie di pensieri gli scolpiva la faccia ma non gli dava più quell’espressione da divinità di pietra,era più simile ad una pozza di fango nella quale era stato svuotato un secchio di immondizia,noi tutti,ridotti a stracci buoni per strofinare il banco lurido,dove il Liam og si appoggiava inerte,assorto in cerca del suono di quelle fanfare lontane,l’orgoglio dei primi giorni-
we’ll see the rising of the moon,Bobby
Il giornale cadde sul tavolo con il silenzioso fragore di sei secoli di guerre, ed un pezzo di asteroide si staccò da qualche parte dell’universo per centrare il nostro mondo,per cancellare il nostro orizzonte ed i suoi troppi e troppo armati confini
paper
This is where ‘m going to take up
Non guardai nemmeno,non ne avevo bisogno-nessuno ha bisogno di sapere quello che era chiaro fin dall’inizio-
Solo,ricordavo le parole che era riuscito a scrivere nel suo diario,fogli di carta igienica nascosti chissà come usciti da Long Kesh-usciti da dove i nostri cuori forse non riuscirono ad entrare mai;usciti dalla prigione  dove eravamo stati rinchiusi,tutti,da troppo tempo- quelle parole dicevano così:
The birds were singing today.One of the boys threw bread out of the windows.At least somebody was eating!
I was lonely for a while this evening,listening to the crows caw as they returned home.Should I hear the beatiful lark,she would rent my heart.Now,as i write,the odd curlew mournfully calls as they fly over.I like the birds.
Well,I must leave off,for if I write more about the birds my tears will fall and my thoughts return to the days of my youth.
They were the days,and gone forever now.But I enjoyed them.They are in my heart—good night,now
Non ho mai più ascoltato un silenzio tanto profondo come quello che accompagnò quella notte-
Comandai alle mie quattro ossa di muoversi: Caithfidh mè a dul mar tà tuirseach ag eiri ormsa-
Aine tenne la sua mano nella mia fino a casa-un tragitto breve-
Cominciava a scendere una pioggia sottile,di quelle pioggie che durano parecchio e che non possono mancare mai nel momento del commiato e rimasi a guardarla mentre saliva veloce i gradini di casa,la pioggia che brillava nei suoi capelli neri appena sfiorati dalla luce gialla del lampione,la fronte pallida e quello che,mentre una ronda in macchina sgommava brutale,mi parve un sorriso.
L’aria era decisamente fresca,il vento portava chiaro e netto il brusio del mare e l’odore della nafta.
Gli operai del primo turno cominciavano ad uscire e radunarsi sulla strada.
Come stelle in cerca di spazio si ammucchiavano in silenzio,nemmeno le poche abituali bestemmie ed i soliti insulti al posto del buongiorno-la brace di una sigaretta volò ad arco fino al tombino del vicolo-
Cominciava un altro giorno.
E per un momento il cielo sembrò togliere il collo dal cappio di pioggia.
 
 
postato da: gopaneel alle ore 01:09 | link | commenti (10)
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lunedì, 01 maggio 2006

pict60

nelle ultime settimane,l'agenzia per la quale ho lavorato durante gli ultimi 15 anni e fino ad un anno fà,ha diligentemente cominciato ad inviarmi i "released",vale a dire immagini sulle quali non si esercita più il diritto di riproduzione e che tornano all'autore-
un meccanismo puntuale inserito in una contabilità paziente,piccolo specchio d'orrore di fronte al quale non interrogare le proprie brame-
-"l'agenzia non eserciterà più nessun diritto"- mi sono spesso chiesto dove comincia il diritto a portare la guerra in paesi che ne farebbero volentieri a meno,quindi ovunque-perchè ho sentito dire che la guerra fà parte della storia dell'uomo,è inserita nella sua natura,come se la prima uscita oltre la caverna fosse dettata da un bisogno di sterminare scimmie diverse e non dalla voglia di sentire il calore del sole,assaggiare frutti diversi,stupirsi di fronte ai colori della natura-
la fantasia,quella forza che ha forgiato il mondo e che l'uomo ha usato per stupire se stesso,non può essere saziata con il dolore e con l'orrore-nessuno ha diritto di infliggere dolore ad un altro uomo
ho sentito parlare di esportazione di democrazia con mezzi garantiti dal diritto internazionale-ho sentito parlare di pace-
credo di poter affermare che quelle parole risultano poco intellegibili quando sono spente dal rumore delle bombe-credo di poter affermare che essere uccisi per il proprio bene sia un concetto piuttosto difficile da accettare-
e le vittime non hanno più voce per protestare,nè orecchie per ascoltare le giustificazioni di chi ha inciso la parola libertà sulla canna rovente di un fucile-
guardo le foto,e mi ricordano dove ero,quando e perchè,con una cadenza spietata,fogli di calendario schierati come un plotone di esecuzione,sentenza già emessa,condanna eseguita,nessun appello possibile-
nessuna fotografia,niente delle migliaia di immagini riprese durante una guerra avrà il potere di riportare le lancette dell'orologio ad un attimo prima della tragedia;niente avrà il potere di rendere gli uomini potenti,quelli che esercitano il diritto di vita e di morte attraverso montagne di bugie o ardite costruzioni di più nobili istanze,saggi al punto tale da poter concepire un modo diverso per cercare di risolvere i problemi,colmare le ingiustizie-un solco sempre più grande viene scavato nella ragione dell'uomo ed il suo simile diventa solo il cadavere del nemico ucciso-
e quel momento di ripensamento,di feroce e sconvolgente dubbio che ho visto negli occhi degli uomini chiamati a compiere tutto questo,viene ricacciato indietro in un attimo,sconvolto dal terrore che la guerra impone ai suoi protagonisti,annullato dalla paura della morte,un brivido malefico che viene elargito e che colpisce a sua volta-
e sapere che la pozza di sangue che velocemente si rapprende e si confonde con la pietra e con la sabbia era un uomo,con i suoi limiti,i suoi orribili difetti,con le sue ansie,paure,con i suoi sogni e le sue sparute gioie,rende tutto insopportabile-
vorrei,mi piacerebbe regalare qualche minuto dei miei graziosi incubi a coloro che parlano di Patria e pensano di asciugare lacrime che non riescono a scendere,annichilite dal senso si ineluttabilità della morte,a coloro che hanno reso possibile tutto questo-è un dono che condivido volentieri con loro-vorrei che avessero paura ed avessero dei dubbi-
vorrei che fossero in grado,una volta nella loro vita,di dire la verità,nuda e semplice,senza fanfare e senza bandiere,senza cordoglio televisivo e sciocche,vuote,stanche parole che non riescono a giustificare ciò che non può essere giustificato-
perchè non esiste consolazione a ciò che non può essere consolato-
"oggi,dopo la guerra,le ragioni per odiarsi sono più numerose che mai.Rivolgendosi verso il passato,verso le montagne di cadaveri e di rovine,ogni uomo di buon senso fremerà di collera piuttosto che versare lacrime di dispiacere e di tristezza"

oggi,dopo una vita intera,fotografo altre cose-
al figlio che nascerà,tra un pò,e che già ascolta e sembra riconoscere la mia voce,cercherò di spiegare,con molta pazienza,che l'uomo non dovrà mai essere sazio di pace-

pict59


postato da: gopaneel alle ore 00:32 | link | commenti (11)
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