
confesso: non sono un grande estimatore di Nanni Moretti
intendiamoci; ho visto tutti i suoi film(s)-mi piace il cinema e quell'atmosfera di concentrazione raccolta in uno spazio buio e l'emozione percepita,laddove la scarsa sapienza non mi permette di farlo tramite la percezione consapevole,attraverso il movimento composito delle capoccette degli altri spettatori,il frugare delle mani nel secchiello del pop-corn che improvvisamente cessa,il brusio perfettamente percettibile,la novena di commenti dei momenti più significativi,l'evolversi della trama che,qualora non fosse adeguata alle spasmodiche aspettative,sarà meglio definire plot.
per sfuggire ai vaneggiamenti di un mondo che gira secondo orbite sempre più imprevedibili e per posticipare la lettura di notizie che parlano di allungamenti di arti ed altre alte amenità variamente assortite,mi sono diretto solerte verso un cinemino in centro,avendo cura quindi di incamminarmi per tempo,giusto per evitare che le interminabili file davanti l'uscio degli studi di notai ed avvocati intenti ad assistere notabili clientele intente a mettere al riparo dai barbari, la cui calata è presumibilmente prevista ad Aprile,il frutto di una vita di duro lavoro,spesso altrui,potessero farmi arrivare in ritardo.
sono arrivato in tempo;ho assistito;credo di aver capito;ci ho pensato su.
-a volte mi capita di farlo-
non mi prenderò cura di raccontare la vicenda ed il suo svolgimento-chi di voi non lo avesse ancora visto potrebbe non perdonarmelo e ci terrei ad essere nella vostra memoria in una forma decente- e se essa sia biografica o autobiografica non saprei e,francamente,poco mi importa.
ma il sottofondo,il gusto amaro,la consapevolezza che nessuno sforzo di sceneggiatura è stato necessario in quanto tutto è aderente ad una realtà documentata,del tipo che ci capita di leggere ed ascoltare più volte nella stessa giornata,ormai da anni,e come tutto questo sia penetrato nella parte profonda di questo paese, di come il danno sia li,evidente come una crepa verticale che non ha vergogna di lasciare a nudo la realtà,questo presunto regno di latte&miele fatto di fandonie e menzogne,di scemenze spacciate per verità assolute,di come nulla sembri turbare la tranquilla coscienza di questo paese prevalentemente indaffarato a ricostruire una storia secondo i gusti e le necessità del momento,senza aderenza al tempo corrente ed alle difficoltà che impone alla parte destinata a soccombere perchè più debole,meno tutelata,senza che uno straccio di diritti acquisiti a caro prezzo da anni possa essere usato come sparuta vela per governare una barca investita dalla tempesta,tutto questo mi ha colpito ed addolorato.
credo che sbagli chi crede che il fenomeno B. sia qualcosa da consegnare alle mani di un comico-non c'è niente di divertente nell'uomo in oggetto ed il suo divenire,nel corso degli anni,ne ha messo completamente a nudo il carattere protervo ed iroso,assolutamente refrattario ad ogni norma e regola che non contempli un suo personale tornaconto,cinicamente determinato nella spasmodica realizzazione del suo progetto,da perseguire ad ogni costo,senza concedere un attimo di tregua alla nostra ormai esausta sensibilità.
non è lo straparlare di bambini bolliti nel pentolone,nè il canone rilanciato dal suo garrulo scudiero,l'uomo che impone porcate come legge dello stato,che si affretta a precisare puntualizzando che i bambini bolliti erano poi ovviamente serviti ad ore pasti.
non è questo che mi agghiaccia
è piuttosto lo sguardo lungo e feroce che Moretti/B. infligge al Pubblico Ministero che ha ottenuto la sua condanna,il silenzio che segue le sue parole,frasi che sono state effettivamente pronunciate,che non nascono dalla militanza malata dell'avversario politico,non sono diffamanti,e di come ciò sia perfettamente aderente alla realtà,al rischio che si corre,che questo paese corre,che tutti noi corriamo,che si vinca o che si perda
comunque.
Umberto Eco,una persona che stimo,tempo fa ha detto che è necessario avere un atteggiamento di vigile scetticismo verso le prossime elezioni.Nella stessa sede ha altrimenti affermato che in caso di vittoria della destra,lui andrà in pensione e si trasferirà all'estero.
confesso:non sono un estimatore di Moretti. Ma quando dice che comunque vada,noi tutti,veramente tutti,anche le schiere osannanti che invocano la santità laica a nome B.,abbiamo un pò perso e lui ha un pò vinto,sono d'accordo.
ma io non ho intenzione di andarmene. io non me ne vado.

(Marzo 1944)
Alla signora Claudi - Clinica Bianca Maria - via Guido d’Arezzo 22 Roma.
Sono in via Tasso, prego interessare qualcuno che mi porti della biancheria. Perdoni tutti i disturbi e grazie. Se non dovessi più vedervi prego di dare poi a mamma le mie ultime notizie. Il mio indirizzo lo ha la madre superiora.
Auguri a lei, ai suoi figli e particolarmente alla Signorina Dina. Saluti agli amici che ricordo con affetto nostalgico. Perdoni ancora e Iddio le renda merito del bene che mi ha fatto.
Le bacio la mano devotissimo.
Antonio Ayroldi
Monin, prego pagare la clinica e far fronte ad eventuali spese. Mia madre, se non potrò più io, ti rimborserà. Grazie e auguri
Antonio
Antonio Ayroldi verrà assassinato il 24 Marzo 1944 alle Fosse Ardeatine

I thought I was seeing things
but it was Spring all right
una Primavera con le traveggole ha fatto il suo ingresso dimesso con un effetto sulla Weltgeschichte nazionale che definirei trascurabile.
Scrivo per certificare la saldezza dello spirito,mentre i gatti procedono ad un ininterrotto inseguimento con chiari intenti carnali,preludio forse di una stagione di Pacs Felina
Un tizio in cerone,di quel tipo di tipi nati sottol'ala di una pretesa benevolenza divina,il tredicesimo segno zodiacale che rende inerti
i dodici precedenti,l'oroscopo un esercizio di perdenti,blatera nella televisione-patetico esercizio che non ha fondamento tricologico.
Se avessi una mente filosoficamente ben attrezzata,potrei alluparmi lavorando all'uncinetto una spietata analisi,affilare i canini in attesa
della resa dei conti pubblici.Invece,con naturale e sprezzante modestia,guardo i tetti di Bologna dove sparuti piccioni stazionano perplessi
e rifletto sulla teoria degli infiniti punti e degli infiniti istanti espressa da Zenone,quindi sul tempo infinito dove,
ormai scanito e gramo
scivola molle il libero pensiero,sospeso in un miracoloso volo che lo consegnerà all'immobilità perenne della memoria.
Strani tempi.In attesa di Aprile mi attrezzo ed agito le acque
non esclusa quella di Lourdes.
" Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati:messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri,definire,tradurre in parole,ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi.Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme:e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro,nel fondo;e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto.Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne,se non per accenni"
Italo Calvino- Se una notte d'inverno un viaggiatore- Sporgendosi dalla costa scoscesa.

La macchina fotografica
è uno strumento che insegna alla gente a vedere senza macchina fotografica
Dorothea Lange
A fine disregard

“Andrò a giocare in una squadra di rugby”
detto un paio di volte,ben vicino l’orecchio sinistro del nonno che,al solito,dedicava la riflessione del dopo cena ad un’attenta lettura del giornale.Talmente accurata era questa analisi che per timore di non ritrovare il filo del discorso continuamente interrotto da nipoti moderatamente petulanti,incartava la testa tra cronache d’oltremare e ci si addormentava dentro,mettendosi al riparo da richieste inopportune e cattive notizie sognando piante di tabacco e tazze di tè.
Non credo abbia mai finito di leggere un articolo in vita sua.Credo abbia saputo del Titanic da qualche amico che lavorava alla H&W.
Dopo aver emesso una sufficiente quantità di fiato articolando le parole in maniera perfettamente intellegibile,aspettavo paziente.
Tutto quello che ricavai fu uno sguardo furbo,bocca storta,tono suadente:
“spero ti rimanga tempo per dedicarti anche alla boxe”
certe allusioni al mio fisico non esattamente possente le ho sempre trovate quanto meno sconvenienti.
“quando decidi di fare il palombaro fammi un fischio”
fastidioso.
La nonna aveva un atteggiamento decisamente meno laico con questo tipo di argomenti.
Riservava una certa dose di pragmatismo solo alla lista della spesa.
Sarebbe stato sufficiente convincerla che un giorno St. Enda aveva segnato 20 punti contro Monasterboice, o di quella volta che St. Malachy aveva marcato un drop all’ultimo minuto distraendo con una parabola la terza linea di Clonmachnoise,il vero punto debole della squadra dei Minori.Una certa referenza divina l’avrebbe tranquillizzata.
.Non al punto tale,però,da evitare di parlarne con il parroco che,certamente avrebbe gradito assai poco questa invasione di campo.Costretto alla tonaca a causa di una temeraria vocazione, aveva smarrito ben presto l’ironia e dedicava il suo tempo ad allestire graticole adeguate sulle quali arrostire a dovere la nostra attitudine ai pensieri immondi.
Riscattare una decente condizione spirituale attraverso una palla ovale era un pensiero da estremo.
Scardinare la serratura del demonio era una cosa pericolosa,da prima linea.
Con quelle quattro ossa attaccate con la buona volontà che mi ritrovavo addosso al massimo potevo aspirare a fare l’ala.
Volatile.
Come lo sguardo di mia madre che ascoltava i miei vaneggiamenti di gloria e ginocchia sbucciate voltando la testa verso il vento freddo che ramazzava nuvole ritardatarie,cantando:
I wish,I wish in vain
I wish in vain I was a youth again
But a youth again I ne’er shall be
Till the apple grows on the ivy tree
For love is teasing,and love is pleasing
And love is a pleasure,when first it’s new
But as it grows older,the love goes colder
Till it fades away,like the morning dew
E nei suoi occhi grigi non c’era malinconia,nè tristezza
Erano solo ragguagli da un tempo di nebbia.